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 Present'ARCI

Il Circolo Arci Samarcanda di Canicattì nasce nel 1992 su iniziativa di un gruppo di giovani che intendono muoversi nel mondo dell’associazionismo no profit offrendo opportunità originali ai giovani della città.
Da allora il circolo è cresciuto gradualmente fino a divenire una realtà conosciuta ed apprezzata in tutto il circondario.
Oggi si pone come uno spazio sociale autogestito che vuole mettere la struttura ed i propri servizi a disposizione dei soci e della città della quale vuole accrescere il livello culturale e sociale.
E’ un luogo d’incontro alternativo dove è possibile creare e gestire insieme attività che consentono di confrontarsi con i giovani e le realtà di tutto il mondo, utilizzando le nuove tecnologie come strumento di comunicazione. Il circolo offre la possibilità di organizzare o più semplicemente di usufruire di servizi ed iniziative quali rassegne cinematografiche, corsi d’informatica o di musica, feste, concerti, viaggi, scambi culturali.
Il circolo è anche e soprattutto luogo d’incontro di culture: è infatti frequentato da cittadini di nazionalità diverse che condividono spazi ed esperienze.
Forte è l’impegno per la promozione sociale delle fasce più deboli della società canicattinese (migranti, giovani che vivono condizioni di svantaggio ecc.) che ha portato il nostro circolo a sviluppare progetti in tal senso(sportello informativo sui diritti dei cittadini migranti, Pole Position) ma anche a dare vita ad azioni concrete di solidarietà, interventi politici sul territorio e, soprattutto, ad alimentare sempre più il valore secondo cui la diversità è in genere ricchezza e non ostacolo nei rapporti con gli altri.
Intendiamo perciò valorizzare il vissuto proprio di ogni socio e porlo in relazione con la costruzione quotidiana di un progetto di convivenza civile e democratica e di proposta di alternativa solidale all’esterno che si realizza attraverso la messa in pratica di una serie di valori oggi troppo spesso solamente a parole proclamati:
- Solidarietà;
- Rispetto dell’altro, delle minoranze e della diversità in genere;
- Partecipazione;
- Cittadinanza Attiva.
Far parte dell’Arci Samarcanda significa impegnarsi ad affermare dentro e fuori del Circolo il valore e la dignità delle persone, al di là di ogni differenza di sesso, razza o religione, la cultura e la pratica della tolleranza, della pace della cooperazione e della solidarietà dei cittadini.
Significa anche occuparsi dei problemi del territorio, prestando la propria attività a sostegno dei cittadini più deboli, per la crescita culturale e civile della società.
Il Circolo, infine, è diventato negli anni il punto di riferimento principale della nostra provincia per quanto riguarda il Servizio Civile e l’obiezione di coscienza al servizio militare organizzando campi di lavoro internazionali ma, soprattutto, accogliendo nella nostra sede numerosi giovani della nostra città che hanno deciso si servire la Patria in maniera non armata e non violenta e si mettono al servizio degli altri giovani che vogliono operare analoga scelta, attraverso lo Sportello Informativo, e della comunità attraverso la collaborazione con i soci Arci nella gestione del Circolo e nella organizzazione delle sue attività.

Presentazionedi Salvatore Facciponti

La memoria storica degli avvenimenti passati è uno strumento formidabile per la comprensione critica del proprio presente e per la costruzione consapevole del proprio futuro nei singoli e nelle comunità.
E’ proprio a partire da questa considerazione, ormai ovvia, che deve partire uno sforzo culturale all’interno della comunità canicattinese per una ricostruzione più completa del proprio passato che comprenda anche l’approfondimento di due suoi aspetti ahimè trascurati da una generazione di storici “ufficiali” borghese ed anagraficamente “vecchia”.
Mi riferisco in particolare a molti aspetti della storia del movimento operaio canicattinese, che presenta proprio nella nostra città peculiarità e tratti di originalità assolutamente sorprendenti, e alla storia del Movimento Studentesco sviluppatosi in seguito alla contestazione giovanile del ’68 ed a quella immediatamente successiva della Nuova Sinistra canicattinese.
Città agricola ed industriale Canicattì ha visto un Sindaco socialista prima dell’avvento del fascismo, nonché la vittoria della Repubblica nella Sicilia monarchica ed un movimento operaio e contadino che ha fatto sentire fortemente la sua voce e la sua dignità per la modifica profonda di uno stato di cose iniquo ed insostenibile.
Originale anche l’esperienza degli studenti e della Nuova Sinistra con la sua carica rivoluzionaria marxista leninista e la critica alla sinistra storica ed alla società borghese di quegli anni.
La storiografia “ufficiale” fa spesso una carrellata di avvenimenti concreti (che si fermano spesso al secondo dopoguerra) ed una carrellata di personaggi “illustri” escludendo così quella storia e quegli eventi che attengono al quotidiano svolgersi della vita della nostra gente, al modo di mangiare, di vestirsi, di vivere, di pensare della gente comune della nostra città.
Eppure questa storia, finora trascurata o dimenticata, esiste ed ha lasciato tante tracce che possono essere agevolmente riprese e dare un nuovo contributo allo sforzo di interpretazione dell’oggi.
Basti pensare alla cultura ed alle pubblicazioni, anche giornalistiche di questi due periodi storici: dai giornali rivoluzionari degli anni ’20, quali per esempio “Falce e Martello” a quelli giovanili degli anni ’70 quali “Dimensione Giovane” ed “Il Punto”.
Il lavoro che presentiamo oggi vuole essere un approfondimento forte proprio di questo periodo, ormai diventato Storia per i giovani di oggi, quello degli anni settanta appunto che vive nel ricordo dei non più giovanissimi che tanti cambiamenti culturali ha provocato e tante conquiste sociali, laiche e civili spesso troppo acriticamente considerate come acquisite una volta per tutte dai giovani di oggi.
E partiamo come scusa dalla vicenda di un giornale quale il Punto che ha avuto una vita effimera in fondo, solo alcuni numeri unici tra il 1970 ed il 1971, ma che ha segnato la storia di quel movimento che avrebbe profondamente modificato, senza saperlo e non forse nella maniera che avrebbe preferito, la società canicattinese.
E da quel giornale degli anni ’70 impariamo ad interpretare criticamente la nostra realtà attuale, sorridendo a volte su alcuni eccessi verbali ed ingenuità dei nostri fratelli maggiori, ma rispettando sempre quella esperienza che ha aperto una profonda discussione nella società di allora (cosa che ci vorrebbe anche oggi)  ed ha dato vita ad una stagione di lotte per democratizzare la società e le Istituzioni e per una cultura critica ed aperta a costo di arrivare alla contestazione ed allo scontro.
E’ compito degli intellettuali canicattinesi di oggi, nella condivisione e nel rifiuto di alcuni aspetti, approfondire questa parentesi dimenticata e divulgare i contenuti di quella discussione che potrebbero tornare utili nella società canicattinese di oggi sempre più in preda ad uno sfrenato individualismo che porta con sempre maggiore facilità alla ricerca di soluzioni particolari accantonando il bene collettivo ed il senso di comunità organizzata e ci fa scivolare sempre più verso un becero clientelismo, verso una cittadinanza ridotta a sudditanza nei confronti dei poteri forti e nei confronti dei luoghi comuni del pensare e verso una tendenza a sopraffare sempre più l’altro, specie se più debole e diverso, per un malinteso senso di difesa del proprio diritto avvertito non come tale ma come privilegio.
Occorre reagire a questa situazione utilizzando tutte le risorse di cui dispone il territorio ed usando, per una associazione come l’Arci Samarcanda, l’arma della cultura, dell’aggregazione, della socialità, di una politica di valorizzazione delle differenze e di inclusione sociale delle fasce più deboli.
Iniziative come quella del Cd Rom che recupera l’esperienza de Il Punto o come quella ancora più attuale di ridargli vita attraverso le nuove tecnologie con il nuovo Il Punto due al sito internet www.ilpuntodue.it  costituiscono linfa vitale per le deboli forze come la nostra che si battono contro il deserto culturale e morale che avanza.

ARCI

Circolo Samarcanda

Via B. Lombardo, n° 38 - 92024 Canicattì (AG) Italia

Tel. Fax. 0039/0922/735468

E-Mail: arcisamarcanda@tin.it


 


 








 

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